lunedì 12 luglio 2010

intimate network




Niccolò Fabi, il cantante, ha dato annuncio della morte della sua bambina di due anni
su facebook, poche ore dopo la tragedia.
Sono molto colpito da questo episodio... voglio maneggiarlo con cura, ma provare a rifletterci.
Un ricercatore mio amico esperto di media, mi ha spiegato che quello che stiamo imparando a fare nell'era contemporanea è "vendere" pezzi della nostra privacy.
Probabilmente l'atto di nascita di questa tendenza sono stati i reality televisivi. Seguiti dai social network, e poi dal social network per eccellenza. Facebook appunto.
Mentre Flickr, Youtube, Myspace si muovono intorno ad un interesse comune che coagula una comunità; la musica, la fotografia, i video. E l'attenzione si accende verso chi carica canzoni o video o foto particolarmente significativi o interessanti, facebook è un palcoscenico in cui si mette in scena il racconto del proprio  quotidiano, così come esso è.
L'affinità con i reality è che non si deve avere cose particolarmente interessanti da dire o mostrare (per quello ci sono i blog..) per aprire una pagina.
La si apre su di un elenco telefonico enormemente evoluto,  che racconta chi siamo giorno per giorno.
Ma mentre la grande maggioranza degli avvenimenti che di solito si sceglie di condividere sono "leggeri" o toccano comunque le corde del tempo libero, del proprio lavoro, dei ricordi di liceo, qui abbiamo una persona che in un tempo molto breve decide di offrire ad un social network un dolore profondissimo e molto privato.
Ci tengo molto a dirvi che non sto esprimendo giudizi morali né manifesti né larvati.
Oltretutto Fabi è un musicista, una figura pubblica, quello che gli succede ha riflessi anche nella sua vita d'artista. Banalmente il fatto che si fermerà per un pò. Che magari certi concerti ed eventi saranno annullati.  Ecco, Niccolò Fabi ha sentito Facebok come uno spazio così "intimo" da preferirlo, per dare la notizia ai fan ed agli amici ad un comunicato stampa, oppure ad un comunicato del proprio manager o casa discografica, magari anche per evitare distorsioni, inesattezze.
Resta il gesto. Che non riesco a non trovare fortemente significativo e in qualche modo anticipatorio.
Significa che stiamo facendo un passo ulteriore e ben più profondo nell'uso della rete per condividere parti di noi?
La rappresentazione di noi stessi che offriamo, si sta arricchendo di capitoli finora lasciato fuori?
I nostri dolori, le nostre paure, le nostre inadeguatezze...
Magari tra anni sarà normale facebook come spazio di autoanalisi,
una specie di open source di soluzioni o riflessioni analitico/psicologiche,
così come adesso abbiamo forum per risolvere problemi di software.
Potrebbe succedere? E' un bene o un male? O semplicemente come scrivo spesso "è".

Se vi sembra eccessiva questa divagazione concludo con questo dato.
Un artista contemporaneo,  ha disposto la registrazione di ogni giorno della sua vita fino alla sua morte. Le immagini, una volta deceduto saranno l'opera stessa.

Come in altri post non voglio dare risposte, semmai condividere domande.
Se qualcuno vuole farlo con me...


the searcher

6 commenti:

Michele ha detto...

Secondo me il gesto di Fabi non è nè significativo nè anticipatorio. E' già così o come dici tu "è". Mi è già capitato su fb di leggere di dolori profondi di persone che non conoscevo e molto più frequentemente di dolori - anche se non così profondi - di persone che conosco, semiconosco o disconosco.
Penso che non esista una riflessione sullo spazio intimo o meno di fb, esiste spesso solo la voglia di sfogarsi, come ogni tanto può capitare, con qualcuno che NON conosci (tutti gli "amici" di fb).
Sarebbe tutto comunque da approfondire soprattutto nel capire se ha senso la distinzione su fb di personaggio pubblico o no. Nicolò Fabi se fosse stato un tornitore, avrebbe comunque manifestato così il suo dolore? Penso di si.
L'artista contemporaneo sarebbe, invece, da affondare. Niente di originale o artistico. Ogni vita umana è un'opera d'arte - anche se osservando fb non sembra essere così -, lo sanno anche i muri. L'artistoide ha solo la pazienza di registrala come potremmo in realtà fare tutti se non avessimo altro da fare per "campare" e se non trovassimo attività più spassose e ludiche nel corso della giornata.

the searcher ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
the searcher ha detto...

michele io non ho facebook in effetti. Quindi ammetto di aver fatto una riflessione su una notizia, ma di una piattaforma che non frequento. Non per snobismo per carità, sono musicista, ho una pagina su myspace e questo blog.. basta e avanza. Per questo infatti invitavo a scrivererne, anche per capire. Grazie a te scopro che questa dinamica su facebook esiste già. Forse è il momento di aprire una pagina allora, per esplorare e capire meglio.

malcostume mezzogaudio ha detto...

scopro per puro caso che negli states molta gente dedica un intero sito web al proprio caro defunto con la possibilta´ di lasciare un commento proprio come sto facendo io.
grattatine&scongiuri

Michele ha detto...

Non la condivido, ma questa è un'opinione interessante per certi versi:

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=167

the searcher ha detto...

per michele.
grazie del link. Si è interessante in alcune intuizioni e condivido certe considerazioni su travaglismo e grillismo, ci vedo una punta di aggressività di troppo.
Il tema poi è irrisolvibile. Se ti procuri informazioni,le sintetizzi, rendi organiche e le trasmetti dando chiavi di lettura e possibili soluzioni diventi di fatto un opinion maker. Anzi fai politica. Quindi le persone ti adottano perchè il tuo nome condensa una filosofia, un modo di pensare. Non a caso anche lui parla di "grillismo" e si aiuta con questa semplificazione che ormai tuti sappano cosa vuole dire.
DI conseguenza se dice cose interessanti e nasce in rete il "barnardismo" non può dolersene.
Conosce il meccanismo e, dopotutto, è quello che vuole. Cercare consenso e poi spaventarsi del cotè celebrativo che il consenso da mi sembra un contraddittorio
Ecco questo forse è lo spunto più interessante.